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L’insostenibile leggerezza dell’intrattenimento
Ore 23.45 di una caldissima giornata di giugno. Il cursore del mixer abbassa leggermente i volumi, gli ospiti camminano nella sala ormai confidentemente, come se fossero nel salotto di casa loro. Nella sala dedicata ai bimbi è come se il mixer avesse livellato i volumi delle loro grida, trasformandole in sbadigli e parole a bassa voce. Mentre ripongo i miei ultimi attrezzi nei case...
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L’insostenibile leggerezza dell’intrattenimento

Febbraio 2021

Ore 23.45 di una caldissima giornata di giugno. Il cursore del mixer abbassa leggermente i volumi,
gli ospiti camminano nella sala ormai confidentemente, come se fossero nel salotto di casa loro.
Nella sala dedicata ai bimbi è come se il mixer avesse livellato i volumi delle loro grida, trasformandole in sbadigli e parole a bassa voce. Mentre ripongo i miei ultimi attrezzi nei case, incrocio Martina, una delle mie ragazze, con un palloncino modellabile in mano: un elefantino per l’esattezza. Tiene per mano Carola, una cucciola di quattro anni che vuole mostrare quel gioiello alla sua mamma. Lei mi sorride e prosegue il suo cammino verso la sala ristorante. Do un’occhiata alla sala bimbi. Eleonora, un’altra delle mie ragazze, è intenta ad insegnare ai “piccoli sopravvissuti” un origami. Molti bimbi si sono addormentati, sistemati su brandine e coperti amorevolmente da Gaia, che ora legge una storia a chi ancora non ha ceduto a Morfeo.

Sono passate sette ore circa dall’arrivo degli ospiti. Inizialmente tutti molto formali, dopo un breve giro di presentazioni con un mazzo di carte in mano molto sciolti e con la voglia di passare una giornata indimenticabile. Così come i piccoli ospiti, dopo una decina di minuti di resistenza si sono buttati a capofitto in mille giochi. Mi avvicino alla reception ed incrocio Maddalena, la sposa. Visibilmente stanca, ma gli occhi non mentono mai: felice, soddisfatta. Ci scambiamo un sorriso, si è da poco concluso il mio show di scena, ed il trucco lievemente sbavato d’altronde è un po’ anche colpa mia. Le lacrime durante uno dei miei numeri emozionali non sono mancate. “Grazie” è l’unica parola che pronuncia guardandomi. Le sorrido e la lascio ai suoi commiati: il matrimonio per gli sposi non si può definire propriamente una giornata rilassante.

Le mamme cominciano a venire a prendere i loro bimbi. Anch’esse stanche, ma visibilmente felici
e divertite. Hanno passato una giornata di festa insieme con i loro piccoli, ma con una dimensione di tranquillità e la possibilità di dedicarsi ai festeggiamenti degli sposi in piena armonia.
Ringraziano le mie ragazze, sorridono. Battute, scherzi, ultimi saluti. I bimbi abbracciano Martina, è una gara a chi la stringe più forte. Gli invitati mi stringono la mano. Biglietti da visita, sorrisi. Stanchezza. D’altronde siamo lì dalla mattina, ed abbiamo ancora due ore di viaggio per tornare a Torino. Il regalo più bello arriva dagli sposi, quando ci salutiamo. Le loro parole le terrò per sempre nel cuore, non andranno mai via.

Durante il viaggio di ritorno le ragazze sonnecchiano. Caldo, finestrino abbassato. La radio suona
Hotel California. Occhi aperti sulla strada, casa ci aspetta. Stanchezza, soddisfazione e la consapevolezza di fare il più bel lavoro del mondo.

I pensieri di un Mago

Cari amici sposi, in questa sezione vedrete fluttuare pensieri ed emozioni. Attimi di magia vissuti, esperienze d’arte meravigliose, sorrisi di bimbi e genitori. Tutto quello che si può definire davvero incantato e che…

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